1940. Charles Eames e Eero Saarien, Vitra.

La Organic Chair – una piccola e confortevole poltroncina da lettura – fu progettata in varie versioni per il concorso ‘Organic Design in Home Furnishings’ organizzato nel 1940 dal Museum of Modern Art di New York.

Il suo design dalle forme scultoree costituiva un progetto d‘avanguardia che i due designers poterono mostrare al pubblico internazionale.

Il premio per la tipologia della sedia fu assegnato a ad Eames e Saarien  per un modello con sedile in legno compensato, sorretto da quattro sottili gambe di legno.

Purtroppo per motivi legati alle tecniche di fabbricazione la poltroncina non andò mai in produzione.

Solo dopo il 1950 fu possibile produrre in serie e commercializzare scocche di forma organica, come quelle della famosa Plastic Armchair di Charles e Ray Eames o della Tulip Chair di Saarinen.
L‘Organic Chair è anche disponibile nella versione Organic Highback con schienale allungato e braccioli più ampi e lunghi.

La versione Organic Conference è adatta come sedia per tavoli.

Questa sedia è da sempre considerata un iconico classico di design.

Materiali:

– Scocca: laminato.

– Imbottitura: schiuma poliuretanica con rivestimento in tessuto.

– Gambe: frassino nero o rovere naturale.

– Pattini: dotata di pattini in plastica per moquette, pattini con inserti in feltro per pavimenti rigidi inclusi.


NOTE STORICHE – CHARLES EAMES & EERO SAARIEN

Charles Eames & Eero Saarien.

Nel 1923 George Goug Booth, editore del Detroit News, fonda nel Michigan la Kranbrook Academy of Art di Bloomfield Hills e chiama a dirigerla il progettista finlandese Elien Saarinen.

Qui si forma la generazione di designer americani del dopoguerra, tra cui Eero Saarinen (figlio del direttore) e Charles Eames.

Assieme, i progettisti contribuiscono dando vita ad una fertile contaminazione tra il design scandinavo e quello statunitense.

Nel 1940 vincono il concorso Organic design in home furnishing indetto dal MoMa con due diversi progetti.

Dal dopoguerra in poi i due designer prendono strade diverse e legano gran parte della loro produzione a due note aziende: Eams realizza per Herman Miller sedute caratterizzate dalla discontinuità delle parti che riconducono alla poltrona da conversazione A3501 , mentre Saarinen si lega alla Knoll con modelli distinti dalla monoliticità.

Fonte: Repubblica 2008 

VITRA

 

Vitra è un’azienda svizzera (originariamente tedesca) che produce mobili e arredamento di design.

Vitra fu fondata a Weil am Rhein in Germania nel 1950 da Willi Fehlbaum, proprietario di un negozio di mobili nella vicina Basilea in Svizzera.

Negli anni successivi, Fehlbaum acquistò i diritti sui lavori di Charles e Ray Eames e George Nelson.

Dopo che nel 1981 un incendio distrusse gli stabilimenti Vitra, venne chiamato l’architetto inglese Nicholas Grimshaw per progettare una nuova fabbrica.

Accanto alla hall in alluminio, pronta per la produzione soltanto sei mesi dopo l’incendio, venne costruito nel 1986 un altro stabilimento di produzione dall’architetto portoghese Alvaro Siza.

Nel 1989 è il turno di Frank Gehry che progettò un altro edificio accanto ai primi due.

Lo stesso Gehry costruì anche il “Vitra Design Museum”,

La nascita del Vitra Design Museum risale ai primi anni Ottanta.

Con l’obiettivo di documentare la storia della società Vitra, il CEO Rolf Fehlbaum ha iniziato una raccolta dei mobili e degli oggetti di design degli autori che hanno fatto la storia dell’azienda e dell’arte stessa, come Charles e Ray Eames, George Nelson, Alvar Aalto e Jean Prouvé.

Man mano che la raccolta cresceva, si rese necessario uno spazio adatto a conservare e mostrare tutti questi capolavori.

Per il progetto di questo spazio, Gehry fu contattato nel 1987; di qui nacque l’idea “trasformare ciò che doveva essere una collezione privata in un museo pubblico”.

Il museo ha aperto i battenti nel 1989, tra l’ammirazione generale verso l’edificio e il suo contenuto.

Oggi, il Vitra Design Museum è considerato non solo un museo, ma una vera e propria istituzione culturale che ha dato un valente contributo alla ricerca e alla diffusione del design presso i non addetti ai lavori.

Le attività del museo comprendono mostre, workshop e pubblicazioni, il tutto orientato particolarmente verso i mobili e l’interior design.

Le collezioni di mobili ospitate presso il Vitra Design Museum rappresentano tutte le principali epoche e stili a partire dal XIX secolo ad oggi.

Completano il quadro un ampio archivio e una biblioteca destinata alla ricerca.
Nel 1993 l’architetto iracheno Zaha Hadid aggiunse una caserma dei pompieri che oggi ospita una collezione di sedie del Design Museum.

Nello stesso anno venne costruito un padiglione per conferenze progettato dall’architetto giapponese Tadao Ando, il primo lavoro di Ando fuori dal Giappone.

Nel 1994 lo staff amministrativo della Vitra si spostò nei nuovi quartier generali (progettati sempre da Frank Gehry) nella vicina Birsfelden (Svizzera), mentre Alvaro Siza aggiunse lo shop building alla sede di Weil am Rhein.

È nella stessa sede che nel 2000 l’architetto statunitense Buckminster Fuller fece costruire una cupola geodetica anni sessanta, adibita a hall per congressi, mentre nel 2003 giunse anche una stazione di servizio da un progetto di Jean Prouvé, designer francese.

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